1

App Store Play Store Huawei Store

zucco la fratta

VERBANIA - 17-07-2021 -- In fondo alla palestra di viale Azari, sopra gli specchi, Matteo Del Grosso guarda tutto e tutti dall’alto. La gigantografia dello storico allenatore della Boxe Verbania, scomparso nel 2016, lo ritrae mentre indica un davanti a sé che, per chi entra dalla porta, è un richiamo, il monito a mettersi sotto perché in quel luogo si viene per fare fatica. Ma la fatica porta anche i risultati, come testimoniano medaglie e trofei e due “cimeli” particolari.

C’è una comunanza tra i pantaloncini neri coi quali Ivan Zucco lo scorso 17 aprile ha vinto il titolo italiano dei supermedi e quelli bianchi che il 22 ottobre del 1992 Michele La Fratta indossava, a Verbania, quando vinse la cintura tricolore dei superpiuma. Entrambi messi in bella vista, rappresentano due generazioni.

L’altro ieri i due pugili, gli ultimi professionisti usciti dal club verbanese, si sono ritrovati in palestra per una sorta di incontro “in famiglia” che vale anche come passaggio di testimone generazionale in vista del 28 luglio, giorno in cui nell’arena del teatro Maggiore, Zucco difenderà la cintura contro Ignazio Crivello e porterà la grande boxe ancora a Verbania. “Allora fu una vera festa” – ricorda La Fratta, che vide arrivare da Spinazzola, la città pugliese di cui è originaria la famiglia, pullman di tifosi. Il clou era l’incontro che Patrizio Sumbu Kalambay vinse contro l’irlandese Steve Collins, ma il tifo più accanito fu per il padrone di casa. In quell’ottobre di 29 anni fa il palasport era gremito e caldo come non mai. “Spero che torni quella passione – aggiunge l’ex pugile, che ora vive a Cuba ma che trascorrerà parte dell’estate in città e, a fine mese, sarà all’arena –. E spero che Ivan possa fare una bella carriera: ha iniziato bene e ha qualità”.

A unire i due c’è anche Andrea Zucco, papà di Ivan, Maestro di pugilato ed ex pugile che, per il titolo italiano di allora s’allenò a lungo con La Fratta. “Sono gli unici professionisti usciti nei tempi moderni dalla nostra palestra – commenta ricordando Del Grosso –. Peccato che non sia qui con noi e che non abbia potuto vedere Ivan alzare la cintura”.

Trent’anni esatti separano Michele, nato nel 1965, e Ivan, venuto al mondo nel 1995, tre anni dopo che al palasport di Verbania fu compiuta l’impresa contro Paziente Adobati, un bel ricordo che sarebbe il caso di rinverdire.

 


 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.